Maria Callas

Esordì in Italia all’Arena di Verona nel 1947 con la Gioconda di Ponchielli, e si stabilì a Verona dove abitò per qualche tempo con Giovan Battista Meneghini, ricco industriale, che diventò suo marito nel 1949 e che contribuì in maniera determinante al suo successo. Gli anni ‘50 la videro regina incontrastata del Teatro alla Scala di Milano, sua città di adozione, dove abitò fino ai primi anni ‘60 quando, in seguito alla conoscenza di Aristotele Onassis e alla conseguente separazione da Meneghini, si trasferì a Parigi.

 

Nella prima metà degli anni ‘60 ridusse i suoi impegni artistici, producendosi in alcuni grandi spettacoli come la famosa Tosca con la splendida regia di Franco Zeffirelli al Covent Garden di Londra. Negli stessi anni fu impegnata in una serie di concerti- tournée in tutto il mondo e nella intensissima registrazione della Carmen di Bizet.

Dopo un primo ritiro nel ‘65 accettò di tornare sulla scena come attrice cinematografica nella Medea di Pier Paolo Pasolini, sfruttando la grande esperienza di recitazione maturata negli anni sui più importanti palcoscenici teatrali del mondo. Quello fu anche il periodo della separazione da Onassis che nello stesso anno sposò Jacqueline Kennedy; questa ennesima delusione nella vita privata gettò la Callas in un forte stato di malessere.

Negli anni ‘70 intraprese una tournée mondiale di concerti a fianco di Giuseppe di Stefano e in seguito fu insegnante presso la famosa Accademia Juilliard School di New York in un corso di perfezionamento per cantanti lirici.

Nel settembre del ‘77, l’improvvisa ed inaspettata morte nella sua casa di Parigi ne consacrò il “mito”. In possesso di un’eccezionale estensione vocale, Maria Callas ha unito la perfezione tecnica a una sorprendente capacità di penetrazione psicologica dei personaggi, interpretando un repertorio sterminato (opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini, Bizet, Cherubini e Wagner), rivoluzionando ruoli come Medea, Norma e Violetta e riportando sulle scene anche alcune opere dimenticate come Macbeth, Vestale, Turco in Italia, Anna Bolena e Medea di Cherubini.

La voce del soprano ha ispirato (e continua ad ispirare) registi e compositori di musica per film che, in numerose pellicole, dagli anni ’60 ai giorni nostri, hanno fatto ricorso alla biografia e soprattutto alle incisioni callassiane con differenti intenti drammaturgici. Esempi insuperati in questa direzione rimangono E la nave va di Federico Fellini (1983) dove l’essenza del soggetto è l’ispirazione alle vicissitudini biografiche della Callas e Philadelphia, vincitore di due Oscar®, diretto da Jonathan Demme (1993) con Tom Hanks e Denzel Washington, dove il ricorso all’incisione callassiana dell’Andrea Chenier è volto a sottolineare non solo l’importanza della scena clou del film, ma anche la sofferenza interiore del personaggio.