MOSTRA

Maria Callas (New York, 3 dicembre 1923 – Parigi, 16 settembre 1977) è universalmente considerata la voce di soprano lirico-drammatico che ha rivoluzionato la vocalità, lo stile e l’interpretazione nel teatro d’opera. Seppe restituire legittimità filologica al belcanto tradizionale, intrecciando le esigenze della vocalità con le necessità drammatiche, portando sulla scena una recitazione convinta, partecipe e coinvolgente.

Nel 1958 la Callas inaugurò la stagione operistica al Teatro dell’Opera di Roma con la Norma di Bellini. A causa di una sua indisposizione dovette abbandonare la scena confidando in una sostituzione che invece non avvenne. Ne nacque uno scandalo senza precedenti che causò la sua rottura dei rapporti con la città di Roma.

In occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, Callas e Roma racconta e documenta il decennio romano dell’artista: dal 1948, anno in cui per la prima volta apparve sulla scena romana, al 1958, quando lo scandalo di Norma la allontanò definitivamente dalla città. All’interno della mostra è ricostruita l’intera vicenda giudiziaria e ne sono esposti per la prima volta i documenti, inclusa l’interrogazione parlamentare, nella quale si chiedeva che fosse allontanata da tutti i teatri italiani, compreso il Teatro alla Scala di Milano

Al centro della riflessione intorno alla figura della “diva” è  la sua voce, cui fanno da corredo bozzetti, costumi e testimonianze visive e sonore, provenienti da diversi archivi. L’esposizione è infatti incentrata principalmente sull’ascolto di una rigorosa selezione di registrazioni storiche, in parte inedite e rimasterizzate.

L’originalità del progetto risiede nella scelta della registrazione sonora come oggetto espositivo: una voce in mostra, appunto. Un percorso emozionale per riscoprire Maria Callas attraverso l’ascolto diretto e personale della sua voce: le interpretazioni callassiane delle opere interpretate a Roma consentono al visitatore, in una esperienza d’ascolto unica, di percepire l’evoluzione vocale e interpretativa dell’artista nel  decennio 1948-1958.

LA MOSTRA

Lo scenario

Al suo ingresso il visitatore seguendo un percorso iconografico scopre quale fu la Roma vista dalla Callas, dal suo arrivo nell’immediato dopoguerra, fino alla fine degli anni Cinquanta: il 1948, anno delle prime elezioni ed entrata in vigore della Costituzione, fu l’anno dell’attentato a Togliatti; il 1949, quando la Callas sposò Giovanni Battista Meneghini; gli anni della Hollywood sul Tevere, in cui le principali case cinematografiche americane raggiunsero Roma per girare film a Cinecittà e Andreotti emanò la legge di sostegno al cinema italiano; il 1950 Federico Fellini quando venne nominato agli Oscar per la sceneggiatura di Paisà di Roberto Rossellini ed ebbe inizio la Dolce Vita Romana.

 

Gli esordi a Roma

Maria Callas debuttò nel 1948 alle Terme di Caracalla nella Turandot con una voce importante, scura e un’estensione vocale di gran lunga superiore alla norma. Nel 1950 fu protagonista al Teatro Eliseo di un’importante riesumazione del repertorio italiano, il Turco in Italia di Gioacchino Rossini, interpretando il ruolo di Fiorilla. Una rappresentazione organizzata dall’Associazione Anfiparnaso, in occasione della quale incontrò Luchino Visconti. Un avvenimento d’importanza storica per l’aspetto performativo, segnò infatti l’inizio di una tappa fondamentale del tortuoso percorso della Rossini Renaissance e mostrò la sbalorditiva evoluzione stilistica della voce del soprano greco. L’avvenimento è ricostruito in mostra attraverso importanti documenti in gran parti inediti provenienti dagli archivi romani, dallo scambio epistolare con Visconti sino ai dettagli della regìa dell’opera appuntati dal regista Gerardo Guerrieri. In questi anni la Callas interpretò ruoli da protagonista anche in Parsifal e Aida, mantenendosi ancora lontana da quei personaggi che di lì a poco l’avrebbero resa un’icona.

 

Gli anni dello splendore vocale

Gli anni dal ’51 al 55 sono gli anni d’oro della vocalità callassiana, durante i quali l’artista fu spesso ospite dell’Opera di Roma, che la vide interprete in alcuni dei suoi cavalli di battaglia quali Norma, Puritani, Lucia di Lammermoor, Trovatore e Medea. Nel 1955 la Callas fu Norma in una delle prime registrazioni Rai dell’opera in forma di concerto con la neonata Orchestra Rai. In quella occasione fu realizzata una registrazione video della prova di

Casta Diva, che sarebbe stata utilizzata nel 1958 come elemento di accusa nello scandalo che l’avrebbe vista protagonista.

 

Lo scandalo della Norma

È il 2 gennaio 1958. Il Teatro dell’Opera di Roma inaugura la stagione operistica con la Norma di Bellini interpretata da Maria Callas. Tra il pubblico, celebrità del cinema come Anna Magnani e Gina Lollobrigida e istituzioni come il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi.

Al termine del primo atto, in ragione di una indisposizione, la Callas si rifiutò di rientrare in scena confidando nella presenza di una sostituta, al contrario assente. Ne nacque uno scandalo senza precedenti sfociato in una interrogazione parlamentare e in un processo i cui strascichi si sarebbero protratti fino al 1973, anno in cui la vicenda si concluse a favore dell’artista, con il parere della Corte di Cassazione.